Come reinserire gas in un vetro doppio per ripristinare l’isolamento

Un doppio vetro che si appanna tra le sue due facce è il segno che il giunto perimetrale ha ceduto. Il gas isolante (spesso argon) è fuoriuscito, il disidratante interno è saturo e la prestazione termica del vetro è diminuita.

La domanda torna spesso: si può reimmettere gas in un vetro doppio senza dover cambiare tutto? La risposta breve è no, non nelle condizioni di un cantiere classico. Qui spieghiamo perché e, soprattutto, cosa si fa concretamente quando si presenta il problema.

Giunto difettoso e perdita di argon: cosa succede realmente nel vetro

Il gas argon iniettato tra i due vetri durante la produzione non rimane intrappolato indefinitamente. La norma europea EN 1279-3 prevede una velocità di fuga massima ammissibile, il che significa che un vetro isolante perde naturalmente una piccola frazione del suo gas ogni anno, anche con un giunto conforme.

Il problema si verifica quando questa fuga accelera. Un urto, l’invecchiamento del mastice di sigillatura, una dilatazione termica ripetuta o un difetto dell’intercalare possono provocare una rottura del giunto perimetrale. L’argon fuoriesce quindi più rapidamente, sostituito da aria ambientale carica di umidità.

Si riconosce il fenomeno dalla condensazione tra i vetri: nebbia persistente, gocce, a volte tracce biancastre. A questo punto, il disidratante (piccole sfere assorbenti collocate nell’intercalare) è saturo. Non può più catturare l’umidità che entra.

L’idea di forare il vetro per reiniettare gas e chiudere il buco circola nei forum. In pratica, questa operazione presenta diversi problemi che i professionisti conoscono bene. La procedura standard consiste nel sostituire l’intero vetro isolante, un intervento che si può meglio comprendere esplorando come reimmettere gas in un vetro doppio secondo le regole dell’arte.

Bottiglia di gas argon con regolatore e tubo di iniezione per ripristinare l'isolamento di un doppio vetro

Ricaricare un doppio vetro con gas argon: perché non è fattibile in cantiere

In fabbrica, il riempimento di argon avviene in un ambiente controllato. La cavità tra i vetri viene purgata, il gas viene iniettato a un tasso preciso (generalmente la grande maggioranza del volume deve essere di argon affinché il guadagno termico sia significativo), quindi il vetro viene immediatamente sigillato con un doppio giunto (butile e polisolfuro o silicone strutturale).

Su un vetro già installato, non si soddisfa nessuna di queste condizioni:

  • Forare il vetro o l’intercalare indebolisce meccanicamente il vetro e crea un punto di ingresso aggiuntivo per l’umidità, anche se sigillato.
  • Il giunto perimetrale originale è già compromesso, il che significa che il gas reiniettato fuirebbe nuovamente in poche settimane o mesi.
  • Non si dispone, in cantiere, di un mezzo affidabile per misurare il tasso di riempimento raggiunto né di garantire l’assenza di aria residua nella lama.

Un vetro isolante è un’unità sigillata in fabbrica, progettata per non essere aperta né ricaricata. È questa tenuta originale che condiziona l’intera durata del prodotto.

Il caso dei kit di “disappannamento” venduti online

Si trovano kit che promettono di forare il vetro, asciugare l’interno e richiudere. Queste soluzioni trattano il sintomo (la nebbia) senza ripristinare il gas né la tenuta del giunto. L’umidità ritorna generalmente dopo alcuni mesi. Il guadagno termico, invece, rimane nullo poiché l’aria sostituisce l’argon e il giunto non viene rifatto.

Sostituzione del vetro isolante senza cambiare il telaio della finestra

La buona notizia è che non è necessario sostituire l’intera finestra. Su la maggior parte delle serramenti in legno, PVC o alluminio, si sostituisce solo il vetro isolante (l’IGU). Il telaio e l’apertura rimangono in posizione.

L’operazione segue una sequenza precisa:

  • Rimozione delle parcloses (i profili che mantengono il vetro nell’apertura), utilizzando un cesoia per parclose o una spatola adatta al materiale del telaio.
  • Estrazione del vetro isolante difettoso, annotando lo spessore esatto della lama (distanza tra i due vetri) e il tipo di gas originale se l’etichetta del vetro è ancora leggibile.
  • Ordine di un nuovo vetro isolante alle misure rilevate, con riempimento di argon e, se possibile, un intercalare “warm edge” per limitare il ponte termico in periferia.
  • Posa del nuovo vetro con corretto supporto (cunei di seduta e di gioco), quindi riposizionamento delle parcloses.

Su una finestra in legno, il DTU 39 regola l’implementazione. Si verifica che la spalletta sia sana, che il fondo del giunto sia pulito e che il drenaggio del vetro funzioni (i fori di evacuazione dell’acqua alla base della spalletta non devono essere ostruiti).

Donna tecnica che applica mastice per sigillare i fori di iniezione di gas su un doppio vetro ristrutturato

Isolamento termico dopo la sostituzione: cosa cambia realmente con il nuovo vetro

Passare da un vetro da cui è fuoriuscito il gas a un vetro nuovo riempito di argon migliora sensibilmente il coefficiente Ug (trasmissione termica del vetro da solo). L’argon, più denso dell’aria, rallenta la convezione nella lama e riduce i trasferimenti di calore.

Il guadagno dipende anche dal rivestimento a bassa emissività applicato su una delle facce interne del vetro. Questo trattamento riflette una parte della radiazione infrarossa verso l’interno dell’abitazione. È la combinazione di argon e strato a bassa emissività che produce la maggior parte del guadagno termico, non il gas da solo.

È opportuno considerare il kripton?

Il kripton offre una conduttività termica ancora più bassa rispetto all’argon. Diventa pertinente quando lo spessore disponibile per la lama di gas è ridotto (nel caso di alcuni serramenti antichi con spalletta stretta). Il suo costo è nettamente più elevato, e i feedback variano sul rapporto tra il sovrapprezzo e il guadagno reale in Ug su vetro doppio standard.

Per la maggior parte delle ristrutturazioni di finestre, l’argon rimane la scelta più coerente tra prestazione e budget.

Un vetro isolante che mostra nebbia tra le sue facce ha perso la sua tenuta e il suo gas. Piuttosto che cercare di sostituire completamente l’unità vetrata, la sostituzione nel telaio esistente ripristina l’isolamento termico a un costo ben inferiore rispetto al cambio dell’intera finestra.

Il punto da verificare prima di qualsiasi ordine: lo stato del telaio, della spalletta e del sistema di drenaggio. Un vetro nuovo posato su un supporto degradato riprodurrà lo stesso problema in pochi anni.

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